I dipinti realizzati da Franco Ballico lungo e dentro il suo "paesaggio" non sono sequenze puramente nominali, al contrario dappertutto affiora l'entroterra culturale che si porta nel cuore. La fedeltà al reale delle immagini dipinte, è l'indice di una scelta poetica dell'artista effettuata nella consapevolezza che la natura medesima contiene infinite risorse ed altrettanto innumerevoli stimoli emotivi.

Ballico riaccende con elementi pittorici impressionistici arcane memorie, resi ancora più acuti da una mano che sa ben calibrare prospettive e giochi di penombra.

L'artista descrive con i suoi colori vagamente drammatici stati d'animo, e temi legati al passato. Esprime con il silenzio dei suoi toni,emozioni intime che dormono nel nostro io riportandoli alla luce sotto forma di dipinto.
 
Le sue nature morte, i paesaggi, il gurmâl, contengono i ricordi di un infanzia vissuta senza sprechi e superficialità, ma ricca di sentimento per le piccole cose.
 
E' la poetica del silenzio che vibra nelle opere di Ballico e recupera i valori autentici in un epoca, quella attuale troppo spesso frettolosa e poco attenta alle intime esigenze dell'umanità.
L'artista si esprime attraverso un naturalismo impressionista, realizzato con un accento vero e genuino, in cui i ricordi assumono le sembianze di case vecchie e di casolari dimenticati.
 
L'autentica tradizione friulana è rimasta viva grazie a quest'artista così tranquillo e un po' all'antica che si presenta alle mostre sempre rinnovato nella tematica e con la sensibilità del suo animo.
Franco Ballico presenta nelle sue nature morte il desiderio di un passato da riscoprire, fatto di cose genuine e semplici, ma di grande valore, il vaso di fiori bianchi, così spumeggiante, ben contrasta con il paesaggio che ospita un gruppo di case rustiche colme di memorie.
 
Il critico d’arte
Paola Zandomenego